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      IL DOMATORE DI CONSENSI 

 




Il Domatore di Consensi è quello che con la frusta in mano riesce a determinare quali sono i suoi interlocutori e a addomesticare il consenso sempre a suo favore.
Il Domatore di Consensi è quello che ti dice “con te ci parlo”, “con te non ci parlo” e quelli che sono esclusi dall'interlocuzione sono quelli che non hanno alcun modo di poter esprimere la propria opinione. Il Domatore di Consensi è autoreferente, si dice da so "quanto so bravo", "quanto so bello", "quanto bravo sono nel fare questo, nel fare quello" e non ascolta assolutamente chiunque gli dica, guarda che non è così, in buona sostanza per lui il re è sempre vestito anche se non addosso neanche una foglia li fico.
 La  capacità del Domatore di Consensi è quella di farsi che la stretta cerchia di coloro che possono interloquire con lui formino una sfera impenetrabile, una monade come diceva Leibnitz e quindi tutti quelli che sono al di fuori di questo ristretto cerchio magico sono dei cattivi, sono delle persone abiette, sono delle persone che non possono assolutamente essere considerate persone, sono dei soggetti da evitare non potendoli eliminare, perché non si può.
Il Domatore di Consensi ha in mano la frusta e questa frusta serve per dire “chi non è con me e contro di me e chi non beve con me... peste lo colga”, come diceva Amedeo Nazzari. Con la frusta  riesce a spostare le opinioni, spostare la realtà sempre dalla sua parte o meglio ci prova. Doma il consenso e tiene al loro posto i leoni , quelli da tastiera che non hanno artigli né zanne ma ruggiscono , anzi miagolano solo insulti e discredito, sminuiscono per semplificare , lanciano sfide dalla tastiera mai  faccia  a faccia , sennò non avranno la pappa, poi, forse, chissà.  
Il Domatore di Consensi vive in un circo, in un circo che è fatto fondamentalmente da luci, da suoni da sensazioni , raramente cose concrete e tangibili , da immagini  che appaiono e scompaiono ed è  lui che determina cosa deve apparire e cosa deve scomparire. Non è che lo spettatore può dire vorrei vedere quello oppure vorrei vedere quell’altro, voglio quello che c’era sul cartellone, quello per cui ho pagato l’ingresso.
Al circo del Domatore di Consensi si entra pagando un biglietto e lo si paga ogni volta che si va a mettere una scheda dentro un urna, quello è il costo per entrare nel circo,  ma poi lo spettacolo lo fa il Domatore di Consensi. Una volta entrati non se ne esce, fino al prossimo spettacolo. Sono le regole. Sei spettatore? E allora (a)spetta e comunque non fai parte dello spettacolo tu guardi e basta.
Il Domatore di Consensi decide cosa si può vedere e cosa non si deve vedere, decide cosa è reale e cosa non lo è , cosa esiste e cosa non esiste,  a prescindere da quello che è percepito.
Lui decide sui sensi , sul tempo e sullo spazio , sta nel circo ma si sente sul monte Olimpo , come Giove,  lancia saette e scrosci d’acqua se si incazza, con buona pace della donna cannone e dei  leoni leopardati.
Lo spettacolo non lo fa lo spettatore, lui ha già pagato il biglietto è lì per esistere, sopravvivere se non gradisce  e applaudire . Non per fischiare .
Quelli che fischiano , se esistessero,  verrebbero subito cacciati nell’angolo più buio, più lontano dalla pista che c’è e magari dietro il palo di sostegno del tendone .
E tutte le volte che un numero, uno spettacolo,  riesce è tutto a favore del Domatore di Consensi ma se l’equilibrista cade o il mangiafuoco si scotta la lingua….beh…. il domatore di consensi fa entrare i pagliacci e tutto finisce in grandi risate, sorrisi e complimenti al Domatore di Consensi e chi se ne frega dell’equilibrista ammaccato o del mangiafuoco ustionato.
E poco importa, nessuno si senta truffato se, guardando il cartellone tutti si aspettavano uno spettacolo meraviglioso, unico e irripetibile, si aspettavano di vedere la donna cannone e i leoni leopardati.
Quando sei dentro non ti puoi più permettere di dire nulla sennò finisci in cima alla tribuna, puoi guardare ma difficilmente i fischi si potranno sentire.
Come in tutte le favole/racconti /parabole c’è una morale. Se si toglie la frusta al domatore di consensi non finisce lo spettacolo, il circo non smette di esistere ma probabilmente si limita a presentare i numeri promessi in cartellone , sulla pista torna la donna cannone e il leone leopardato  fa il suo giro di gloria per raccogliere i grattini dei bambini che al circo c’erano andati per quello.  


    Giandomenico Torella  

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