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LA COSTITUZIONE E’ FASCISTA?

 

Per chi  è vissuto a pane e basket è inconcepibile non cominciare una attività, o una partita, senza ripetere quei    “ fondamentali “ che sono alla base del gioco. Palleggio, passaggio, tiro, difesa e rimbalzo si ripetono prima di ogni sessione di allenamento, prima di ogni partita, sempre. Puoi essere il fuoriclasse più famoso della galassia ma palleggio, passaggio, tiro, difesa e rimbalzo li ripeti sempre. Siamo però disabituati ai “fondamentali” della nostra vita sociale. E il più fondamentale dei fondamentali è la costituzione. Assistendo ad una conferenza sulla costituzione, tenuta da un senatore leghista il minimo era darci una ripassata non si sa mai . Conferenza splendida, complimenti Senatore Vescovi,  ma effetto collaterale non previso è stato rileggere l’art. 54. Lì ci sono due paroline che apparentemente  sono alquanto fuori luogo : “disciplina” e soprattutto “onore”. Scava, scava ste due paroline non ci sono da nessuna parte nelle costituzioni mondiali,  solo in Brasile c’è sto concetto nella  forma “ integrità e correttezza “ . chissà perché gli italiani hanno voluto essere precisi. Se ci sono qualcuno le ha messe e per un motivo stanno ancora lì. Può mai essere  che i padri costituenti c’avevano ancora nelle orecchie il motto balilla        “ il fascismo è disciplina e onore” e  ci sono cascati per assonanza? Diamo la colpa all’ottimo lavoro del Min.Cul.Pop.? In quel contesto erano concetti collettivi, legati alla fedeltà alla patria, al partito (fascista) e al Duce. E passi, ma perché ste due paroline stanno ancora dopo 80 anni nella nostra costituzione? Trovato! Perché hanno un significato etico! Pure amministrativo ma soprattutto etico. Etico non morale. Etico perché attiene alla coscienza individuale e non morale cioè riferito alle norme pratica di uso dell’etica. Banalizzando, se nel ventennio, uno dava una scorsa allo statuto albertino, quello concesso dal Re, disciplina e onore non se li ritrovava, erano impliciti, dati per scontati, col passaggio alla Repubblica dovendosela scrivere da soli gli italiani , onore e fedeltà  non potevano restare impliciti: sono stati esplicitati. Hanno assunto una connotazione “sostanziale”

Bella fregatura! Ma c’è un ma, come sempre. Seppure, apparentemente, la nostra costituzione sia più restrittiva di quella precedente continua a prevedere un atto formale a suggello della buona fede di chi è chiamato ad incarichi pubblici : un giuramento.

Si perché nella stessa costituzione la responsabilità penale è personale e non data per accertata sino al terzo grado di giudizio, la buona fede no. Va dimostrata. Con disciplina  e onore

Dal 5 maggio 1995 si giura un po’ meno a meno che uno non diventi Presidente della Repubblica ministro o primo ministro o magistrato, militare, poliziotto, persino guardia ittica, necessariamente  qualora lo straniero voglia diventare italiano.

O sindaco. Questi e pochi altri giurano ancora.

Quando fu scritta, la costituzione, nessuno si sarebbe mai sognato di rinnegare le origini                                    “ giudaico/cristiane” della cultura di riferimento della nostra società. Ma è successo. Nessuno mai e poi mai avrebbe immaginato che un’intera classe politica fosse messa alla sbarra per corruzione. Eppure è successo. Sandro Pertini, che non aveva peli né sulla lingua né li aveva avuti sulla canna della pistola disse: "i magistrati non devono apparire incorruttibili, lo devono essere", nel senso che per la magistratura la sostanza etica è superiore all'apparenza ma si può ben ipotizzare che si riferisse a chiunque occupi una carica pubblica.  

Una cosa va detta a rimprovero ai padri costituenti. Non aver avuto il coraggio di prevedere la perdita della cittadinanza per chi macchia l’onore della patria con comportamenti privi di disciplina e onore. La cittadinanza non è un diritto inalienabile. Si guadagna giorno per giorno con disciplina e onore in specie se si è chiamati a funzioni pubbliche.  E tra i doveri dei pubblici ufficiali c’è anche la trasparenza. Banalizzando un conto è gestire un patrimonio, altro esserne il padrone, del resto anche nei vangeli non si va tanto per il sottile  quando si tratta di infedeltà al mandato ( Luca 12:41-48)

 Ah, a proposito,  è rimasto un retaggio dello statuto albertino in costituzione: la parola “patria”. Ma non facciamone un dramma a scanso che troppa morale rovini gli affari, le carriere e la visibilità social.

 

Giandomenico Torella 

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