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                         Pratfall Effect











Tempo fa avevo scritto qualcosina sullo slapstick (https://www.ilgiornalistascomodo.it/2993648_slapstick-la-nuova-frontiera-della-politica) ma recentemente a livello locale( digito ,ergo sum , in quel di Grosseto) s'è aggiunto un tassello al puzzle: il pratfal effect. Ma che roba è? Mettiamo un politico qualunque , mettiamo che debba costruire o rinforzare o consolidare la propria immagine. Mettiamo pure porti a spasso un fisico non insignificante o non sgradevole o non omologabile alla massa dei competitor (ricorreranno spesso delle terminologie di pura derivazione di marketing, non a caso).
Mettiamo pure che, ovviamente, alcune scelte o decisioni non siano perfettamente condivise a priori dalla massa degli elettori. Che fa sto povero politico in ambasce a fronte di una collana di slapstick uno appresso all'altro?
Chiama il suo spin doctor e si fa fare una consulenza.
Lo spin doctor è proprio quello che ci vuole: di mestiere è quello specializzato a “girare la frittata” e, se sa fare bene il suo mestiere, trasformare il disastro in successo.
Il politico troppo paludato, sempre impeccabile , sempre forte, sempre all'altezza, diciamocelo,  è percepito come distante, alieno, antipatico assai . Diamo una spolverata di fallacità, rendiamolo (solo qualche sceltissima volta) emotivo, intriso di passioni, rendiamolo umanamente a noi vicino.
Et voilà ecco servito l'effetto pratfal.
 Come? Ci sono varie opzioni:  giocando sulla percezione ( non è quello che sembra , la tipica frase del marito colto in fraglanza con l’amante )  , sulla reiterpretazione del fatto storico ( sembra così ma nella storia è avvenuto tante volte che…) , normalizzandolo ( fanno tutti così….) , de contestualizzandolo ( sembra una cosa, ma in altre culture è normale…) , in ultima analisi,  umanizzando il comportamento, e se proprio la frittatona è proprio grossa , chi resiste al labbrino del bimbo lì lì per scoppiare in lacrime disperate? Del resto,  chi siamo noi per giudicare? Tutti si sbaglia! Nessuno è perfetto ecc. ecc.
Tutto questo su misura (taylored)  sul personaggio/cliente : “a ciascuno il suo giusto mix” sta scritto nella pubblicità dello spin doctor.
La giusta combinazione di aspetti positivi e negativi : autoironia, magari sul proprio fisico, sulla proprie debolezze ( e quale debolezza è più condivisibile se non la golosità, per esempio) , compensata dallo snocciolare in abito formale di dati statistici eclatanti rigorosamente escludendo il dato locale, ovvio, sulle proprie simpatie o antipatie a prescindere dalla popolarità che da questo ne derivi , in abito informale, unite a dotte e ponderate citazioni normative,  con qualsiasi abito vanno bene comunque.
Non basta,  ma si è già a buon punto. Questo mix deve prevedere necessariamente il sapiente dosaggio degli interlocutori , scelti scientificamente tra la “claque” che ogni politico coltiva e custodisce gelosamente sin dai tempi dei “clientes” dell’antica  Roma, quelli che campavano raccogliendo gli avanzi della tavole dei patrizi o dei potenti. E gli altri? Semplice : non esistono. Mai e poi mai entrare in un contradditorio serio. E’ vietatissimo . Altrettanto vietatissimo dare risposte a domande che non siano quelle delle quali il politico “ portato per mano” non abbia già in tasca .
Ma non basta , oltre alla promozione social, i like i cuoricini, bisogna essere “validati” dai “ professionisti”,  “imparziali”, “obbiettivi” , “ fondamento della libertà costituzionale “ del ”diritto di espressione”, quelli che fanno “trend” e creano la “ coscienza collettiva”, quelli che insomma fanno la “differenza” . E chi se non i giornalisti hanno queste caratteristiche? Passi per quelli a libro paga, ma gli altri che non sono omologabili”?
Ovvio sono “ compiacenti” o , peggio “non professionali” , “imbrattapagine” , se non peggio, ovvio. Nemici per definizione se non accondiscendenti a quel mainstream dettato dallo spindoctor,  per conseguenza inattendibili , per ulteriore  conseguenza escludibili  dalla pratica professionale.
Come accorgersi di questa dinamica? Ci sono vari modi, uno è infallibile: l’acchitto del discorso ( uno qualunque va bene) .
Diffidare dalle espressioni “cari amici”, sono indice di complicizzazione ( chi mai darebbe contro a uno che sente amico?) e chissà se l’omissione di “ vicini e lontani" ( per citare Nunzio Filogamo) è una dimenticanza o meno. Ancora più indicativo il “ carissimi”,  molto clericale e richiama per assonanza le lettere degli apostoli, fatte per comunicare ma soprattutto indicativo della volontà di educare , da maestro a discepoli. L’ultima frontiera , almeno in questa città, è la seguente :” signore e signori”. Non è un caso o un lapsus . E’ l’indicativo di una evoluzione: da elettori a amici , da amici a spettatori. E già, perché questa ultima tipologia di espressione è tipica del presentatore di uno spettacolo qualunque. L’ascoltatore è sì fruitore, ma pagante e soprattutto  passivo.
Chissà se alla prossima interlocuzione sentiremo anche “ allegriaaaa” , giusto per citare Mike  Buongiorno, sono aperte le scommesse.  
Lo spin doctor  ha detto che lo spettacolo deve andare avanti a qualsiasi costo, sennò perde la commessa.


Giandomenico Torella
 

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