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STØRTĒTÄRD

Mi hanno fatto osservare che sono troppo serioso nei miei blog ....per certo io sono serio ma so anche sorridere innanzitutto di me stesso  e, spero, far sorridere gli altri .....vabbè questa storia o favoletta se preferite è fatta per ridere .....ma fa anche pensare....come sempre 


C’era una volta Rykkärdhø Suʊperåssëssør assessore svedese del comune di Khømpicciährr. Rykkärdhø era famoso in tutto il comune per due cose: non seguiva mai le istruzioni e compicciava anche ciò che funzionava già . Era tutto un cambiare idea e mai una volta che terminasse un compito in tempo, più metteva mano ai progetti più anni ci voleva per capire che erano fatti male perciò era soprannominato “Tardo- Rykkärdhø”” .
Lui era, tra l’altro , l’inventore del “Piano Straordinario di Compicciamento Integrato” ( PisTraCoi) a correzione del PNNR che non aveva fatto lui e quindi non andava bene. il PSCI era studiato da tanti scienziati, dibattuto in parlamento e all’ONU , era famoso dentro e fuori dei confini del paese, anche in Cina , era persino inserito nel manuale delle giovani marmotte nel capitolo “ cosa non fare se le mazzate vuoi evitare” .
Un pomeriggio ricevette dall’ IKKE-HAAA il nuovo tavolino per casa: lo STØRTĒTÄRD.
Semplice, essenziale, garantito che pure un pinguino del Madagascar lo avrebbe montato giusto. Aprì la scatola, guardò il manuale nella sua busta di cellophane … e lo buttò in un angolo .
Per lui era inopportuno che qualcuno gli dicesse come fare a fare una cosa a modino.
“Sø ïø cømë si fä” disse con sicurezza, ignorando viti, lettere e frecce chiarissime.
Iniziò ad operare, ma chiuso a chiave nel garage , perché nessuno doveva vedere come faceva e, per sicurezza, con le cuffie, per non sentire suggerimenti .
Montò prima le gambe, al contrario, poi cambiò idea e girò il piano, poi cambiò di nuovo idea e aggiunse una vite inox “per sicurezza” anzi due anzi tre , poi cambiò ancora idea e giù, giusto due martellate , perché “ così si fa”, ogni volta una nuova variante .
Passavano i mesi e il tavolino non era finito, in compenso cominciò a pendere come se stesse affacciato alla finestra, era ammaccato prima di essere finito e aveva pure cambiato altezza.
Ma Rykkärdhø era noncurante del disastro: era al contrario fiero perché aveva insegnato lui all’ IKKE-HAAA come si fanno i tavolini !
Mandò persino un selfie del suo operato al suo amico ingeniere Gammålë/Schy , ricevendo approvazione e pure un applauso!
Un bel giorno la moglie, Pøveradønä, stufa di aspettare il tavolino, sfondò la porta del garage perché da essere normale era dotata di due cose di natura: due occhi funzionanti e buon senso da vendere ma soprattutto sapeva che il calendario ha solo pagine che si girano e devono girare mica stare ferme in attesa di non si sa cosa .
Osservò il tavolino storto,
osservò Rykkärdhø,
riosservò il tavolino storto,
a riosservò Rykkärdhø,
Rykärdhø provò a raddrizzarlo con la mano ma era storto e basta .
fissò il manuale ancora nel cellophane , lì per terra , ed esplose : “ Rykkärdhøøøøøøø qüëstø è ün disåstrøøø!!!!!! . Una cosa dovevi fare e, come al solito, l’hai fatta male. Questa però non la mettiamo assieme agli altri 13 disastri che ho in giro per casa!.”
Il tavolino (??) tremò alle vibrazioni sonore , una gamba cedette di un ulteriore mezzo centimetro.
Doveva dire qualcosa e balbettò non amando le critiche, lui: “ ë’ üna innovazione di dësïgn… oggi va di modä cosi’ e poi non sei del mestiere non capisci la tecnologiäh, il gehniøø , l’arthë !! “
Pøveradönä, brandendo il manuale concluse:” Ste alzate di ingenio le fai in comune. Porta subito sto øbbrøbriō fuori casa e torna solo quando arriva il prossimo tavolino. Te tu lo monti seguendo le istruzioni in casa o lo monti rincorso da una mandria di renne infuriate, anzi due e che sia un tavolino a forma di tavolino, con la funzione di tavolino e mettici il tempo strettamente necessario per accroccare un tavolino ; non t’ho chiesto la piramide di Giza.”
come e’ finita?
Rykardhø offeso per l’incomprensione portò il tavolino nel comune chiedendo al suo amico Bhⱥähllaben, sindaco di Khømpicciährr , anzi , imponendogli di dargli asilo per opportunità, giacche’ in casa con quel coso non poteva rientrare , almeno sinché’ non arrivava un nuovo banale tavolino dall’ Ikke-Haaa e soprattutto un posto dove mettere sto Størtētard che tutto era tranne uno Størtētard tavolino, perché’ non era un tavolino e in casa Pøveradönä non lo voleva .
il sindaco di Khømpicciährr trovò un posto allo Størtētard (?). Con una mossa geniale convocò una conferenza stampa annunciando che c’era una sfavillante novità, che il comune aveva un nuovo monumento e che lui era bravissimo.
L’obbrobrio fu esposto in un posto …. nascosto, così com’era: storto, traballante e perfettamente compicciato ma ( e qui sta il genio) …….come opera d’arte stile Irräzionääl - Kubistǣaⱥ , mica come tavolino , perché non lo era .


Giandomenico Torella 





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