Passa ai contenuti principali

Post

Stalin e la gallina

                                                                                                      Le favole insegnano sempre qualcosa. Mi piacciono le favole. Da bimbo le divoravo ...poi ho scoperto Mark Twain e da quel momento le scrivo . Le favole ,i racconti ma anche gli  aneddoti sono sono, credo, le ultime cose innocenti che dicono una cosa e ne vogliono significare un'altra, positiva e rassicurante , anche quelle che non sono a lieto fine. Una truffa a fin di bene . Eccone una che casca a fagiuolo con quello che succede a Grosseto . "In una delle sue solite riunioni, Stalin chiese che gli venisse portata una gallina: la prese e la strinse forte con una mano mentre con l’altra iniziò a spennarla. La gallina urlava...

Il doloroso rovello del signor Rossi

Il signor Rossi , si proprio quello di Bruno Bozzetto, quello simpatico a tutti, quello col cravattino, il baffettino e il cappellino ha un tormento interiore straziante. Innanzitutto il nome. Rossi : è un ossimoro insanabile. Lui proprio Lui, rosso non ci si vede. Circondato da rosso, rossi, rossetti, persino Rossini lo inguastisce, con quel “turco in Italia “, figuriamoci, proprio in Italia doveva andare a parare sto' turco. E la squadra di Grosseto ha la casacca rossa, che a lui ci piace tanto lo sport , s'è fatto delegare allo sport per poter dare due calci al pallone in Piazza Dante, dove nessuno lo può fare, (lui può) e la casacca è rossa. Peggio mi sento quando andava di moda la vela: Luna “ rossa” era un pugno allo stomaco ad ogni strambata. Rossi , in un mondo di paradossi, somatizza. Ma proprio male male male. Gli piglia alle corde vocali. Resta senza voce, non gli riesce proprio di aprire bocca . Il fiato non esce e nonostante gli sforzi (pochi in verit...

Dal tappeto rosso allo chiffon rouge

                                                             Siamo in piena campagna elettorale, e come da copione tutti – partiti, candidati, sostenitori e comparse varie – si accalcano per urlare la propria verità più forte degli altri. I contenuti? Dettagli secondari. Oggi contano i like, i secondi in TV e la dose di drama (non dramma, drama all’inglese, che fa più figo). Altro che Roma antica, quando bastava indossare la toga candida e gironzolare per il Foro a cercare consensi. Oggi serve il pathos, la teatralità, la sparata più grossa. E qui ci sovvengono le parole di quando c'era LUI ( Oscar Wilde , mica il duce) "che se ne parli bene o male l'importante è che se ne parli" Ed eccoli, i nostri aspiranti semidei, sperticarsi a stendere tappeti rossi ovunque: nel corso, nei bar, perfino nelle aule consiliari. Quel ...

Come distrarre le menti e (far) vivere felici

                                                               È una perversione tutta millennial: appena svegli, impugnare i social assieme alla tazzina di caffè (con contorno di TG più o meno 24 in sottofondo), tanto per avere qualcosa da sbandierare al bar brandendo un cornetto.Pur concordando con Oscar Wilde che le cose piacevoli o fanno male o sono proibite, è da un pezzo che ciò che si vede e si sente — e non solo in questo piccolo brufolino del mondo dove viviamo — non è piacevole, fa male, ma soprattutto è perfettamente legale. A che riguardo? Parliamo di politica, per esempio.Sgombriamo il campo dalla posizione degli arti: destra e sinistra ormai distinguono solo da che parte si guida in Italia o in Giappone. Per il resto hanno perso qualsiasi connotazione. Tuttavia, essendo attaccate allo stesso corpo (non me ne voglia ...

OICLAC: il calcio al contrario

                                                                                                                   In Italia siamo tutti allenatori, esperti di tattica e commissari tecnici della Nazionale — anche se molti non hanno mai calciato un pallone. È una legge naturale: quando una squadra va male, la colpa è sempre dell’allenatore, e lui è il primo a essere cacciato. Ma a Grosseto, questa logica si ribalta. Qui il calcio si gioca al contrario — anzi, si chiama proprio OICLAC. Immaginiamo una giunta comunale come una squadra di calcio. C’è il patron (il sindaco), che mette la faccia e la credibilità; gli allenatori (gli assessori), ognuno con la propria “squadra” o delega; e i tifosi, cioè i cit...

Litote, alberi e analfabetismo funzionale: il caso del consiglio comunale

                                                                                                                                                                                           Durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Grosseto si è discusso un tema che, almeno in apparenza, riguardava solo la manutenzione del verde pubblico: l’abbattimento di 210 alberi classificati “pericolosi” e a rischio cedimento secondo la metodologia VTA (Visual Tree Assessment). Una decisione presentata come inevitabile, supportata d...