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Il doloroso rovello del signor Rossi




Il signor Rossi , si proprio quello di Bruno Bozzetto, quello simpatico a tutti, quello col cravattino, il baffettino e il cappellino ha un tormento interiore straziante.

Innanzitutto il nome. Rossi : è un ossimoro insanabile. Lui proprio Lui, rosso non ci si vede. Circondato da rosso, rossi, rossetti, persino Rossini lo inguastisce, con quel “turco in Italia “, figuriamoci, proprio in Italia doveva andare a parare sto' turco.

E la squadra di Grosseto ha la casacca rossa, che a lui ci piace tanto lo sport , s'è fatto delegare allo sport per poter dare due calci al pallone in Piazza Dante, dove nessuno lo può fare, (lui può) e la casacca è rossa. Peggio mi sento quando andava di moda la vela: Luna “ rossa” era un pugno allo stomaco ad ogni strambata. Rossi , in un mondo di paradossi, somatizza. Ma proprio male male male.

Gli piglia alle corde vocali. Resta senza voce, non gli riesce proprio di aprire bocca . Il fiato non esce e nonostante gli sforzi (pochi in verità). Niente . Non una parola . Somatizza oggi , somatizza domani gli si sono pure inchiodate le dita . Neppure una digitazione riesce a fare . Non una riga, un post, un comunicato stampa un commento sui social , niente di niente. Il signor Rossi soffre , tanto , a tal punto che deve assentarsi anche dalle riunioni di giunta , quelle importanti, quelle dove il Comune alza bandiera bianca  per evitare una disastrosa causa in Tribunale. Proprio non ce la fa. Si consulta , come può , a gesti , a disegni , con i compagni, pardon, commilitoni, pardon camerati di partito , tutti preoccupati e sodali della sua sofferta assenza vocale. Niente. Nessuno gli è d'aiuto e ,chi prima chi dopo, sopperisce , interpreta, si improvvisa voce-guida cercando di essere almeno all'altezza , se non di Lassie, almeno di un labrador per ipovedenti, un supporto che vale tanto , in certi momenti tristi.

Passa il tempo e , si sa , il tempo cura ogni cosa . Succede finalmente qualcosa. Qualcosa che cambia tutto : le elezioni.                                                                                       Piano piano un caffè  oggi, un aperitivo domani, un paio di cene in settimana, il signor Rossi comincia a stare meglio, i fonemi ridiventano intellegibili , la voce torna, eccome se torna! Finalmente! Può magnificare il suo silenzioso e misconosciuto operato, restato nell'ombra troppo tempo , finalmente può gratificare gli amici assessori che gli sono stati così vicino, veri fratelli nel momento del bisogno , l'Italia ha bisogno di fratelli come voi!. Finalmente può accogliere senatori, onorevoli , ministri perfino, svolgere a piena voce la sua funzione più gradita: magnificare la bellissima Grosseto e le sue meravigliose novità, può sottolineare quanto bella sia diventata grazie alla sua silenziosa, oscura , incompresa, alacre, attività perché , diciamocelo,  un anfitrione muto non ci farebbe  una bella figura.

A cominciare dal carcere , vabbè da qualche parte bisognava pur cominciare . Struttura che, in verità è stata apprezzata per quello che è, visita ,però, funestata da evidenti gesti atropopaici del gradito ospite a cui s'è garantita l'uscita a patto che entrasse giusto qualche minuto, gesti che hanno imposto più e più scatti per immortalare il momento giusto, per trovarne uno con le mani a 10 cm dal cavallo dei pantaloni.

Ma per la vera guarigione ci voleva di più. E il momento è arrivato ( atteso come babbo natale ....a Natale) di lunedì ( quando arriva arriva). La vittoria schiacciante dei compagni, pardon,camerati ,colleghi,  insomma quelli della stessa parte, altrove, e per parecchi punti.

E quale migliore occasione per rinvigorire quell'ego calpestato e annichilito da mesi e anni di confronto capziosamente , volutamente e suppostamente democratico in un semicircolo ( inutile , visti i numeri ) chiamato consiglio comunale? Mesi, anni , a subire ore e ore di consiglio concentrato sullo schermo dello smartphone , che la batteria l'ha pure denunciato per schiavismo.

E la ciliegina sulla torta non ce la mettiamo? Ma certo , il signor Rossi la merita eccome!

Vuole il caso che l'ospite di turno sia proprio il ministro giusto quello al PNNR . E allora si sono librate nell'aire parole , stentoree, uniche , impegnative per tutti : NOI , e allora LORO , perchè NOI , mentre invece LORO , in definitiva: siamo una squadra fortissimi, hanno vinto altrove ma noi siamo uguali e quindi abbiamo vinto anche noi.

Da lì in poi è tutto in discesa. Si sono sbloccati i diti: post su Facebook, comunicati stampa, manca solo la stesura definitiva della 5° edizione dell'autobiografia “ come ho sconfitto il brutto fatto da quell'altri e reso Grosseto bellissima” , edizioni Münchhausen, in vendita in tutte le librerie ( quelle che non hanno chiuso ).

Da ora , finalmente, il signor Rossi ha una voce e la usa per comunicare, quello che gli pare, ovvio, peccato che testi e eloquio sia troppo pieno di NOI e di LORO e povero di autocritica. A cercarle le parole “ errore” , “sottovalutazione” “scusa” o addirittura “ sbaglio”non ci sono, non riesce proprio a pronunciarle.                                        Figuriamoci “ palma” . Quella poi nemmeno sotto tortura.

Ma non la si può pretendere ora, è ancora convalescente, diamo il tempo alla logopedista di fare il suo lavoro, prima o poi usciranno. Forse.

Giandomenico Torella

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