Le favole insegnano sempre qualcosa.
Mi piacciono le favole.
Da bimbo le divoravo ...poi ho
scoperto Mark Twain e da quel momento le scrivo .
Le favole ,i racconti ma anche
gli aneddoti sono sono, credo, le ultime cose innocenti che dicono
una cosa e ne vogliono significare un'altra, positiva e rassicurante , anche
quelle che non sono a lieto fine. Una truffa a fin di bene .
Eccone una che casca a
fagiuolo con quello che succede a Grosseto .
Ovviamente è una favola. Non è che è proprio proprio aderente a quello che è sotto gli occhi di tutti ,mica c'è Stalin a Grosseto. A voler andare sotto la superficie però....
Partiamo dal coro di lamentazioni (qualsi) tutte indirizzate da dietro la tastiera al Comune e chi è il “comune”? Qual' è l'immagine del “Comune”?: Il sindaco, ovvio . Quindi il protagonista l'abbiamo identificato. Il personaggio compie un'opera spregevole: far soffrire un animale e qui , comunque la si pensi, tutti siamo d'accordo che è male. Perchè lo fa? Per spiegare uno dei meccanismi per conservare il potere , comune a qualunque latitudine e in qualunque epoca. Si può chiamare in tanti modi e ha mille immagini: bastone e carota, condizionamento Pavloviano , panem et circenses ma in fondo è sempre la stessa cosa: l'incapace , il maldisposto (alla democrazia) , semplicemente il violento usa la sofferenza, la deprivazione, anche di informazioni sul suo operato, per essere ritenuto un benefattore allorché conceda un qualsivoglia presunto vantaggio o semplicemente quanto è necessario alla pura sussistenza dei suoi sottoposti al solo fine di mantenere quel potere ad ogni costo.
Ma chi gli sta intorno non è meno colpevole della sofferenza della gallina. Chi sta a guardare e trema al pensiero che un dissenso potrebbe ( nel caso di Stalin quasi certo) comportare un danno per sé , una perdita di status o semplicemente non poter essere tra i primi a raccogliere le briciole che cadono dalla mensa del potente, chi semplicemente non dice NO! si può definire in un solo modo : COMPLICE
Questa favola , questo aneddoto fa pensare.
Fa porre delle domande . Parecchie purtroppo.
Con le prole di Laoconte (in latino che fa più figo) timeo danaos et dona ferentes che tradotto significa :diffido quando uno che sinora mi era avverso mi fa un regalo non richiesto , quando vedo un regalo o una iniziativa pubblicizzata come un regalo , 10, 100 o chissà quanti mila euro per tutti o per tanti , senza impegno e con fini nobili e solidali , mi si attivano le antenne e tendenzialmente diffido.
Mi chiedo sempre “ dov'è la fregatura? “ o meglio” cosa si nasconde dietro questa facciata ? “ , in definitiva “ se uno dà una cosa , qualcosa vuole in cambio; questo che vuole da me?”
Forse la risposta è banalmente visibilità in campagna elettorale, periodo sacro dove persino la pace nel mondo o, più modestamente, l'abolizione delle tasse è sicuramente tra le parole di ogni candidato che si rispetti DEVE pronunciare ( oltre a ordine, sicurezza, strade, ponti , acquedotti, e , crepi l'avarizia concertoni in piazza gratis ovvio).
Ma per avere, prima devi dare (il voto) , versione
aggiornata della procedura negoziale araba : prima dare soldi poi vedere
cammello,poi se ne parla, il quando è poi e basta ,comunque io il potere ce
l'ho e tu no.
Ma forse , proprio per la mia
innata diffidenza ci vedo ancora una volta uno Stalin di turno che sparge
chicchi di grano in favore di una gallina precedentemente ben spennata a favore
di platea plaudente (o timorosa e rassegnata) ,con tanto di dottrina elargita
con lo stesso piglio delle allocuzioni papali.
Quelle che non cominciano con
“Ei Tu” ma con “ cari fratelli e sorelle” o “ cari cittadini e cittadine” che è
lo stesso. Stalin le avrebbe declinate nella forma “ compagni e compagne”, ma lui era un
becero comunista.
O semplicemente era coerente col suo personaggio : un dittatore capace di affamare milioni di suoi cittadini, un antidemocratico pieno di sè, spasmodicamente egocentrico , manipolatore e paranoico. Lui.
Io la gallina non la faccio:
né mi faccio spennare , né raccatto le briciole. Sicuramente non sto a guardare
se qualcuno spenna la gallina.
Posso spiegare il meccanismo
delle favole e far pensare le persone, quello che Stalin non vuole che si
faccia, sennò chiunque capisce il meccanismo che gli tiene il trono sotto il
sedere e magari pone la semplice domanda che dovrebbe essere sulla bocca di
tutti :" ma mi credi scemo?".
E scusate se è poco.
Giandomenico Torella

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