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DALL'UOMO VITRUVIANO   AL PAPPAGALLO  DIGITALE  L’uomo vitruviano, quello dell’immagine celeberrima di Leonardo da Vinci, rappresentava l’individuo che pensava, misurava e agiva, trasformando il mondo con consapevolezza e creatività. L’uomo comune del Rinascimento incarnava autonomia, riflessione e responsabilità. Oggi, invece, l’homo digitalis presenta caratteristiche diverse e soffre di quella che alcuni definiscono brain rot – letteralmente “marciume cerebrale” – un fenomeno che sintetizza la paura diffusa che l’esposizione continua a contenuti digitali superficiali – video brevi, meme, intrattenimento compulsivo – stia erodendo capacità cognitive come attenzione, memoria e pensiero critico. Stiamo diventando dei veri e propri “pappagalli digitali”? Non si tratta tanto di una patologia neurologica quanto di un fenomeno culturale: la fruizione passiva e accelerata dei media digitali favorisce la superficialità e riduce la capacità di elaborare criticamente le informa...
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  LA COSTITUZIONE E’ FASCISTA?   Per chi  è vissuto a pane e basket è inconcepibile non cominciare una attività, o una partita, senza ripetere quei    “ fondamentali “ che sono alla base del gioco. Palleggio, passaggio, tiro, difesa e rimbalzo si ripetono prima di ogni sessione di allenamento, prima di ogni partita, sempre. Puoi essere il fuoriclasse più famoso della galassia ma palleggio, passaggio, tiro, difesa e rimbalzo li ripeti sempre. Siamo però disabituati ai “fondamentali” della nostra vita sociale. E il più fondamentale dei fondamentali è la costituzione. Assistendo ad una conferenza sulla costituzione, tenuta da un senatore leghista il minimo era darci una ripassata non si sa mai . Conferenza splendida, complimenti Senatore Vescovi,  ma effetto collaterale non previso è stato rileggere l’art. 54. Lì ci sono due paroline che apparentemente  sono alquanto fuori luogo : “ disciplina ” e soprattutto “ onore ”. Scava, scava ste due paroline non c...
STØRTĒTÄRD Mi hanno fatto osservare che sono troppo serioso nei miei blog ....per certo io sono serio ma so anche sorridere innanzitutto di me stesso  e, spero, far sorridere gli altri .....vabbè questa storia o favoletta se preferite è fatta per ridere .....ma fa anche pensare....come sempre  C’era una volta Rykkärdhø Suʊperåssëssør assessore svedese del comune di Khømpicciährr. Rykkärdhø era famoso in tutto il comune per due cose: non seguiva mai le istruzioni e compicciava anche ciò che funzionava già . Era tutto un cambiare idea e mai una volta che terminasse un compito in tempo, più metteva mano ai progetti più anni ci voleva per capire che erano fatti male perciò era soprannominato “Tardo- Rykkärdhø”” . Lui era, tra l’altro , l’inventore del “Piano Straordinario di Compicciamento Integrato” ( PisTraCoi) a correzione del PNNR che non aveva fatto lui e quindi non andava bene. il PSCI era studiato da tanti scienziati, dibattuto in parlamento e all’ONU , era famoso...
  Pro pal(m)  ma anche  pro pol (li) C'è giunta come la peggiore delle notizie possibili il proditorio , turpe e abbietto attacco compiuto col      “ favore delle tenebre” ai polli del sindaco da parte di una volpe perdipiù, notoriamente, l'emblema del “ rosso che più rosso non si può”. Ci dichiariamo apertamente dalla parte dei polli! Quindi oltre ad esere pro-pal(m) siamo, da oggi, anche pro-poll(i). I polli ospitati o meglio relegati in un manufatto che certo non è l'esempio migliore di architettura rurale maremmana, manufatto privo di vigilanza e di qualsivoglia assicurazione a tutela delle penne degli essere senzienti ivi allocati “ manu militari”. Sì perché i polli non hanno scelto quel pollaio, non hanno avuto voce in capitolo ( si direbbe non hanno messo becco) sul come e quando essere “ tutelati”. I polli hanno subito la colpevole omissione del “ putative guardian of animal welfare”, sia a livello progettuale sia a livello esecutivo del loro all...
  Quello che manca Pensavo....nella mia vita precedente, prima di fare o tentare di fare il commerciante, mi hanno inculcato che massima attenzione doveva porsi non tanto alle cose che ci sono ma quelle che non ci sono e che dovrebbero esserci. Le cose che ci sono si possono misurare e analizzare anche a distanza di anni ( Garlasco docet) ma quella che dovrebbero esserci e non ci sono o si notano subito o sono perse per sempre. Passando volutamente per via Manetti è evidente che manca la panchina. Per carità la scelta di toglierla per motivi di ordine pubblico segue la stesa logica del marito esasperato che si evira per far dispetto alla moglie. Una logica sensata quella che ossequia il principio di causa-effetto (caro a Galileo), per quel marito, sarebbe semplicemente quella di divorziare, eliminando la causa della sua esasperazione, agire sull’effetto non è né produttiva né risolutiva. Girellando per il centro (ma le avvisaglie c’erano già state in piazza Galeazzi) gl...
  IL RUSPO – NATALE  DI PIAZZA DELLA PALMA Sta diventando una tradizione il ruspo-Natale in piazza della palma.  E siamo a due. Come due Pasque, due ferragosto e manca poco due capodanno . Comunque e in qualunque data il sindaco decidesse di farlo festeggiare, manca un mese, vabbè, ma, come si dice a Ravi siamo      “ coi sassi all’uscio” .    E con le tasche vuote, i fondi chiusi e le luci spente, in piazza della palma ovvio. Siamo ancora in attesa del   “cronoprogramma”pomposamente promesso alle Conf …(confcommercio e confartigianato) all’alba del 14 marzo. Siamo sempre in attesa di conoscere la qualità (e il costo ) della “variante” oggetto della “transazione” , sempre annunciata a marzo , stiamo , come direbbero Estragone e Vladimiro , in attesa di Godot che tutti sanno non arriva ( se mai sia esistito) . La commedia c’è ,eccome, viene rappresentata e osannata, figuriamoci!. Ma sto  Godot nessuno l’ha mai visto . Abbi...

POLLOCIECO

  POLLOCIECO C’è una espressione   tipica contadina   per indicare un soggetto che sta lì , prono , rassegnato e immobile, perché , appunto,  essendo cieco, se si muove lo fa goffamente e a casaccio. Becchetta senza vedere dove e, in definitiva, è in balìa del contesto. Insomma quell’utile idiota: è il prototipo del il  cittadino perfetto. Pollo , non più pulcino ma non ancora gallo o gallina ,  anche nel cortile c’è il la "ə" inclusiva e non discriminante, dovessero offendersi il galletti di turno. Se poco poco sto pollo si permette un verso più deciso di un sommesso pigolio…apriti cielo! Il gallo di turno forte del suo chicchirichì maestoso sovrasta in decibel ogni possibile controcanto. Fa specie, specie in questo periodo che la simpatica tenzone tra dendrologi (quelli che studiano gli alberi e le loro caratteristiche)  e arboristi ( quelli che si occupano della salute e la gestione degli alberi ) si sia impuntata su dei tigli , certo...

I TIGLI e il TAR

                     Tra le tante leggende metropolitane che si danno per scontate senza un minimo di logica, ce n’è una che oggi risuona di bocca in bocca: “le sentenze non si criticano” . Una formula , un dogma, una certezza , un po’ come le “scie chimiche”, che di chimico hanno giusto i residui di carburante. Ora, è vero che l’articolo 2909 del codice civile dice che le sentenze sono inappellabili , ma da qui a dire che non si possano criticare il salto è enorme, sopratutto se quello che si obbietta è la logica intrinseca che le genera. Basandomi sugli articoli de IL TIRRENO e de LA  NAZIONE, il caso concreto è quello della sentenza del TAR della Toscana n. 1723/2025 , che ha respinto il ricorso del comitato di Piazza Ponchielli contro l’abbattimento dei tigli. Il TAR non è entrato nel merito del taglio, né ha discusso se fosse opportuno o necessario o urgente ( peraltro se il taglio fosse stato urgente sarebbe dovuto g...

LE COSE CHE ABBIAMO IN COMUNE SONO 4850

                Qualche giorno fa, su Il Tirreno c'era un articolo che mi ha attratto come una calamita. Ivana Agostini, riferiva della protesta dei giovani dem ( sempre i soliti, questi “sinistri”) sia per l'infinito cantiere della ciclovia , iniziato nel 2011 e ancora al palo, ma sopratutto , udite udite, per la mancanza di trasparenza del Comune di Orbetello nel rendicontare sia i motivi del ritardo sia il motivo dell'aumento dei costi del progetto. M'è subito venuto subito in mente Daniele Silvestri, la sua canzone “le cose che abbiamo in comune sono 4850”. Orbetello e Grosseto hanno in comune più di qualcosa. Tortelli, paesaggi, girasoli , bagnasciuga ,maggioranza di centrodestra, problemi ecc ecc. Quello che , da qualche giorno li accomuna e li lega indissolubilmente è qualcos'altro. Lì non si riesce a sapere come sta andando avanti quel cantiere della ciclovia qui invece pure, non tanto sulla ciclovia, ma tra ...

IL DIAVOLO SI ANNIDA NEI PARTICOLARI

                                                                                                   Ormai, bianco di antico pelo, inquinato da pregiudizio sto attento ai particolari più che alla notizia in se quando leggo un giornale ma pure quando ascolto una notizia alla televisione, figuriamoci un comunicato stampa del Comune! Quando poi leggo la parolina “tecnica” o peggio ancora in un gergo “tecnicese” sobbalzo. Il Comune, giorni fa, ha diffuso la ferma intenzione di valorizzare il centro storico porgendola come la ciliegina sulla torta in bella mostra in vetrina . Si annuncia una in iniziativa consistente nella “ messa a dimora di nuove piante ornamentali e arboree “ E fin qui…bellissimo , ma poi si legge “insieme all’esecuzione ...

Suona il pifferaio di Hammelin al canto delle sirene

                                                 La mitologia greca ci ha addestrato alla diffidenza dal canto delle sirene e la concretezza asburgica ci ha spiegato cosa significa andare dietro al pifferaio che millanta di liberare la città dai ratti (portatori di mille e mille malattie, brutti, repellenti e mostruosi, per definizione). Da notare che la fiaba , resasi popolare tra il 1300  e il 1500, ha a che fare con dei bambini, che questi bambini spariscono e che non se ne sa più nulla ( forse mangiati da dei precursori dei comunisti....chissà). Il sindaco , con molta enfasi comunicativa ha annunciato un bando per finanziamenti a fondo perduto per le aziende esistenti e per coloro che vorranno aprire attività di commercio in centro storico, in via Roma , piazza Rosselli (?) e zone limitrofe. Ci resta un dubbio nel sentire ancora una volta tirare in ballo ...

Stalin e la gallina

                                                                                                      Le favole insegnano sempre qualcosa. Mi piacciono le favole. Da bimbo le divoravo ...poi ho scoperto Mark Twain e da quel momento le scrivo . Le favole ,i racconti ma anche gli  aneddoti sono sono, credo, le ultime cose innocenti che dicono una cosa e ne vogliono significare un'altra, positiva e rassicurante , anche quelle che non sono a lieto fine. Una truffa a fin di bene . Eccone una che casca a fagiuolo con quello che succede a Grosseto . "In una delle sue solite riunioni, Stalin chiese che gli venisse portata una gallina: la prese e la strinse forte con una mano mentre con l’altra iniziò a spennarla. La gallina urlava...