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Suona il pifferaio di Hammelin al canto delle sirene


 

                                               La mitologia greca ci ha addestrato alla diffidenza dal canto delle sirene e la concretezza asburgica ci ha spiegato cosa significa andare dietro al pifferaio che millanta di liberare la città dai ratti (portatori di mille e mille malattie, brutti, repellenti e mostruosi, per definizione). Da notare che la fiaba , resasi popolare tra il 1300  e il 1500, ha a che fare con dei bambini, che questi bambini spariscono e che non se ne sa più nulla ( forse mangiati da dei precursori dei comunisti....chissà).

Il sindaco , con molta enfasi comunicativa ha annunciato un bando per finanziamenti a fondo perduto per le aziende esistenti e per coloro che vorranno aprire attività di commercio in centro storico, in via Roma , piazza Rosselli (?) e zone limitrofe.

Ci resta un dubbio nel sentire ancora una volta tirare in ballo le “vie limitrofe”, ma, si sa,  siamo prevenuti.  Una novità assoluta? Non proprio. 

E' una ri- edizione di quel Pop-Up di qualche tempo fa , in stretta  corrispondenza con  le elezioni del 2018 ( che caso!), iniziativa finanziata in larga parte da Regione Toscana .

Dubbi? Ecco il link alla delibera https://www.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml id=5179375&nomeFile=Delibera_n.442_del_24-04-2018-Allegato-A  

Una cosa mi fa pensare, da omino dotato di buon senso guardando i conti , cioè quello che …..conta. 

A fronte di circa 36.000€ di erogazioni ai partecipanti, per arrivarci , le spese sostenute dall'allora assessore alle attività produttive Riccardo Ginanneschi sono state di 72.000€ e passa, compresi i like e l'attività dell'ufficio stampa, pubblicità , interventi su stampa e televisione ecc. ecc.  ( 20 uscite in totale)  ufficio stampa che da solo valeva oltre 6.000€. 

Questo era il passato, era il 2018.  

Un'era geologica fa, direbbe un qualunque omino della strada  o un qualunque politico di buon senso. 

Da allora abbiamo subito una pandemia ( con tre chiusure in casa e degli esercizi commerciali) . 

Sono scoppiate due guerre delle quali una, forse, si sta risolvendo ( per ora) e un'altra si trascina a tempo indeterminato. 

Sono sorti almeno 4 o 5 punti vendita della grande distribuzione con concreto spostamento della clientela dai negozi di vicinato.

I punti cardine dell'attrattiva di Grosseto (cassero, mura e musei) hanno subito una emorragia fatale di visitatori , con conseguente degrado in una spirale verso il fondo degli ingressi,  che non esclude la chiusura di almeno uno di essi ( il cassero) che chissà quando riaprirà.

Una parte del centro storico ( lo so,  fa male sentirselo dire,  ma è così) è diventata la periferia del centro storico. 

Il saldo delle attività in centro è a malapena alla pari con prevalenza della somministrazione rispetto alla vendita.

Cosa dire?  Quello di oggi è oro o solo metallo lucente?

Innanzitutto che se sono fallaci le premesse , fatto salvi i costi per l'operazione, chi ci guadagna da questa iniziativa non sono gli imprenditori a cui ( se si tengono le stesse proporzioni dell'altra volta) arriva il  50% del totale .

Questo 50% , a parte il probabile anticipo del 50% per singola attività, fatti i rendiconti e mostrate le fatture , ovvio, a quanto, probabilmente, potrebbe ammontare? . 

Fatti i conti della serva , se il massimo ( ipotetico ) ottenibile è 12.000€  è ovvio che sono 6.000€ nell'immediato. 

Ora mo’, con un minimo di buon senso , se io avessi in tasca 12.000€ e volessi aprire un'attività in centro storico, con la probabilità che poi il comune me ne rimborsa altrettanto, secondo voi le impiegherei proprio in centro storico?  Col rischio di un'altra iniziativa tipo PNNR , piazza della palma , ma va bene anche via de’ barberi, davanti l'uscio? 

Di più. Se, sempre ipoteticamente, avessi sempre 12.000€ in tasca aprirei proprio in via Roma? . Io no.

Ma facciamo che i 12.000€ sono solo una parte di quello che mi serve . 

Una parte ce l'ho e il resto vado in banca e chiedo un prestito . Mi siedo , espongo il mio progetto al direttore di filiale e lui ….mi sputa in faccia ( che altro dovrebbe fare?). Potrei essere la persona più affidabile del mondo , con le garanzie più solide del mondo ma il direttore , di sua iniziativa mi sputa in faccia e poi , in ossequio alla politica aziendale, mi caccia dalla filiale , ma prima mi sputa di propria iniziativa. Perché? Perché le probabilità di successo in quelle vie, con le condizioni attuali,  sono pari al successo di una gelateria al polo nord. 

Vabbè,  ma almeno questo bando potrebbe essere allettante per chi ha già una attività e vuole innovare , investire. Giusto. Io ricordo molto bene i preventivi che mi feci fare, non più di un anno fa,  per l'allestimento del mio     ( ex) negozio.

Con 6000€ si riusciva a fare solo due scaffali e un bancone,  per l'illuminazione  e l'insegna ce ne voleva di meno , sui 5000€.

 E' vera una cosa : che qualcuno, che non ha bisogno dei 6000€ subito e , forse, dei 12.000€ poi ne potrà usufruire. 

Misera consolazione ma realmente possibile. Il sostegno è altro. Si gioca non sui contributi (ben accetti ma del tutto marginali ) perché per mettere su un negozio, pur piccolo, ci vogliono dai 60 ai 100 MILA €,  considerando il primo anno che è sicuramente non in attivo.

Ci vuole un investimento di ben oltre 100.000€ in eventi, in affidabilità della spesa pubblica, in de-burocratizzazione, insomma quello che fa la differenza dall’essere agevolati o ( come oggi) tartassati. Ma il genio che ha partorito questa idea lo sa quanto pesano servizi banali come il commercialista, il web master, banalmente la tipografia per i volantini, sulle spalle delle piccole aziende?  Per non parlare delle restrizioni alla circolazione in centro storico , talmente ottusamente  green che ha reso “al green” più di una attività. 

Certo un aiuto lo dovrebbero dare le associazioni di categoria. 

E lo danno. 

A pagamento però. A patto di fare critiche deboli e tiepide solo a mezzo stampa. 

Una domanda mi è rimasta inevasa da quanto il sindaco dice su Facebook : il sostegno alle attività lo comprendo, il sostegno alle nuove aperture pure ma ….che c'entra il sostegno all'agricoltura in centro storico messo al pari degli altri?  Ci sono orti e poderi da coltivare in centro storico o la prossima mossa “green” dell'amministrazione è lo sviluppo di specie arboree autoctone, oltre i capperi, sulle mura? 

O c’è forse l’amministrazione comunale ha notizia di produttori locali intenzionati ad aprire un punto vendita dei loro frutti della terra in corso Carducci? In via Roma no, servirebbe una riconversione su prodotti esotici che al momento non credo ci sia.   Se c’è ben venga. Oddio….se i pescatori di Orbetello si mettessero a vendere granchi blu in centro , magari….

Io osservo, per esempio, che in centro c’è solo una panetteria perché la spesa alimentare non è economicamente conveniente in centro storico. Sono convinto che con (ipoteticamente) 12.000€ di incentivi resti non conveniente.

Voglio sbagliarmi, ma vedere utilizzati 100.000€  in questo modo mi rode tantissimo. 


Giandomenico Torella

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