Ormai, bianco di antico pelo, inquinato da pregiudizio sto attento ai particolari più che alla notizia in se quando leggo un giornale ma pure quando ascolto una notizia alla televisione, figuriamoci un comunicato stampa del Comune!
Quando poi leggo la parolina “tecnica” o peggio ancora in un gergo “tecnicese” sobbalzo.
Il Comune, giorni fa, ha diffuso la ferma intenzione di valorizzare il centro storico porgendola come la ciliegina sulla torta in bella mostra in vetrina . Si annuncia una in iniziativa consistente nella “ messa a dimora di nuove piante ornamentali e arboree “ E fin qui…bellissimo , ma poi si legge “insieme all’esecuzione di verifiche sui sottoservizi presenti nel sottosuolo e ai necessari interventi di manutenzione”
Ordunque che c’è di strano? Il tecnicese “sottoservizi” .
Per definizione i sottoservizi sono “ le infrastrutture tecniche interrate necessarie per fornire servizi essenziali, come le reti idriche, fognarie, elettriche, del gas e di telecomunicazione. Sono reti sotterranee che rappresentano il tessuto connettivo delle aree urbane e garantiscono il funzionamento della vita sociale e produttiva”
Sono sotto.
Sono servizi essenziali, bisogna fare manutenzione, certo.
Ma sono sotto. E, di grazia, come si fa ad operare sotto se non andandoci sotto?
In realtà la tecnologia aiuta parecchio, ci sono strumenti eccezionali per determinare se “sotto” ci passa una rete elettrica, un acquedotto o una linea telefonica o del gas. Altrettanto evidentemente, però, la tecnologia non funziona sempre sempre benissimo, visto che “ asseritamente” una gran parte del ritardo del cantiere PNNR di via de’ Barberi è stata imputata alla assenza/scarsa precisione/approssimazione delle mappe dei sottoservizi.
E poi, contrariamente al passato, giusto per farsi capire da tutti: in cosa consta l’intervento …un disegnino no? Una indicazione di massima sul tipo di piante ornamentali e sul dove si intenda posizionarle? Abbiamo avuto il piacere di vedere il (disegno del) progetto di piazza della palma e abbiamo scoperto che il cantiere era altrove ( delusione, danno e tutt’ora disagio infinito) ; abbiamo ammirato il disegno del progetto del parco del diversivo ma, ad oggi, il totem, quello che svettava al centro, è sparito dall’esecuzione ( ciò genera sentimenti neutri ad eccezione di una curiosità inesaudita).
Vabbè si cambia idea in corso d’opera ma, visti i precedenti e con tutti i pregiudizi (non a caso si sta usando un gergo, quello poliziesco), forse, e pure senza forse, un po' più di chiarezza, fosse pure un disegnino, mi avrebbe confortato che alla fine, i sotto – servizi siano talmente sotto che bisogna scavarli per la loro manutenzione. In centro storico.
Di nuovo.
La premessa che onestamente ho fatto è che i timori sorgono dalla reiterata scarsa trasparenza del Comune e questo ha ingenerato un pregiudizio su ogni possibile proposta, lo ammetto.
Ma l’italiano non ha pregiudizio e sotto resta sempre sotto a prescindere e a meno di avere una palla di vetro assolutamente più efficiente di quella usata in altri ambiti di questa città, che c’è sotto si vede solo scavando davanti ad altri negozi e abitazioni.
Giandomenico Torella

Commenti
Posta un commento