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Visualizzazione dei post da 2025
  Quello che manca Pensavo....nella mia vita precedente, prima di fare o tentare di fare il commerciante, mi hanno inculcato che massima attenzione doveva porsi non tanto alle cose che ci sono ma quelle che non ci sono e che dovrebbero esserci. Le cose che ci sono si possono misurare e analizzare anche a distanza di anni ( Garlasco docet) ma quella che dovrebbero esserci e non ci sono o si notano subito o sono perse per sempre. Passando volutamente per via Manetti è evidente che manca la panchina. Per carità la scelta di toglierla per motivi di ordine pubblico segue la stesa logica del marito esasperato che si evira per far dispetto alla moglie. Una logica sensata quella che ossequia il principio di causa-effetto (caro a Galileo), per quel marito, sarebbe semplicemente quella di divorziare, eliminando la causa della sua esasperazione, agire sull’effetto non è né produttiva né risolutiva. Girellando per il centro (ma le avvisaglie c’erano già state in piazza Galeazzi) gl...
  IL RUSPO – NATALE  DI PIAZZA DELLA PALMA Sta diventando una tradizione il ruspo-Natale in piazza della palma.  E siamo a due. Come due Pasque, due ferragosto e manca poco due capodanno . Comunque e in qualunque data il sindaco decidesse di farlo festeggiare, manca un mese, vabbè, ma, come si dice a Ravi siamo      “ coi sassi all’uscio” .    E con le tasche vuote, i fondi chiusi e le luci spente, in piazza della palma ovvio. Siamo ancora in attesa del   “cronoprogramma”pomposamente promesso alle Conf …(confcommercio e confartigianato) all’alba del 14 marzo. Siamo sempre in attesa di conoscere la qualità (e il costo ) della “variante” oggetto della “transazione” , sempre annunciata a marzo , stiamo , come direbbero Estragone e Vladimiro , in attesa di Godot che tutti sanno non arriva ( se mai sia esistito) . La commedia c’è ,eccome, viene rappresentata e osannata, figuriamoci!. Ma sto  Godot nessuno l’ha mai visto . Abbi...

POLLOCIECO

  POLLOCIECO C’è una espressione   tipica contadina   per indicare un soggetto che sta lì , prono , rassegnato e immobile, perché , appunto,  essendo cieco, se si muove lo fa goffamente e a casaccio. Becchetta senza vedere dove e, in definitiva, è in balìa del contesto. Insomma quell’utile idiota: è il prototipo del il  cittadino perfetto. Pollo , non più pulcino ma non ancora gallo o gallina ,  anche nel cortile c’è il la "ə" inclusiva e non discriminante, dovessero offendersi il galletti di turno. Se poco poco sto pollo si permette un verso più deciso di un sommesso pigolio…apriti cielo! Il gallo di turno forte del suo chicchirichì maestoso sovrasta in decibel ogni possibile controcanto. Fa specie, specie in questo periodo che la simpatica tenzone tra dendrologi (quelli che studiano gli alberi e le loro caratteristiche)  e arboristi ( quelli che si occupano della salute e la gestione degli alberi ) si sia impuntata su dei tigli , certo...

I TIGLI e il TAR

                     Tra le tante leggende metropolitane che si danno per scontate senza un minimo di logica, ce n’è una che oggi risuona di bocca in bocca: “le sentenze non si criticano” . Una formula , un dogma, una certezza , un po’ come le “scie chimiche”, che di chimico hanno giusto i residui di carburante. Ora, è vero che l’articolo 2909 del codice civile dice che le sentenze sono inappellabili , ma da qui a dire che non si possano criticare il salto è enorme, sopratutto se quello che si obbietta è la logica intrinseca che le genera. Basandomi sugli articoli de IL TIRRENO e de LA  NAZIONE, il caso concreto è quello della sentenza del TAR della Toscana n. 1723/2025 , che ha respinto il ricorso del comitato di Piazza Ponchielli contro l’abbattimento dei tigli. Il TAR non è entrato nel merito del taglio, né ha discusso se fosse opportuno o necessario o urgente ( peraltro se il taglio fosse stato urgente sarebbe dovuto g...

LE COSE CHE ABBIAMO IN COMUNE SONO 4850

                Qualche giorno fa, su Il Tirreno c'era un articolo che mi ha attratto come una calamita. Ivana Agostini, riferiva della protesta dei giovani dem ( sempre i soliti, questi “sinistri”) sia per l'infinito cantiere della ciclovia , iniziato nel 2011 e ancora al palo, ma sopratutto , udite udite, per la mancanza di trasparenza del Comune di Orbetello nel rendicontare sia i motivi del ritardo sia il motivo dell'aumento dei costi del progetto. M'è subito venuto subito in mente Daniele Silvestri, la sua canzone “le cose che abbiamo in comune sono 4850”. Orbetello e Grosseto hanno in comune più di qualcosa. Tortelli, paesaggi, girasoli , bagnasciuga ,maggioranza di centrodestra, problemi ecc ecc. Quello che , da qualche giorno li accomuna e li lega indissolubilmente è qualcos'altro. Lì non si riesce a sapere come sta andando avanti quel cantiere della ciclovia qui invece pure, non tanto sulla ciclovia, ma tra ...

IL DIAVOLO SI ANNIDA NEI PARTICOLARI

                                                                                                   Ormai, bianco di antico pelo, inquinato da pregiudizio sto attento ai particolari più che alla notizia in se quando leggo un giornale ma pure quando ascolto una notizia alla televisione, figuriamoci un comunicato stampa del Comune! Quando poi leggo la parolina “tecnica” o peggio ancora in un gergo “tecnicese” sobbalzo. Il Comune, giorni fa, ha diffuso la ferma intenzione di valorizzare il centro storico porgendola come la ciliegina sulla torta in bella mostra in vetrina . Si annuncia una in iniziativa consistente nella “ messa a dimora di nuove piante ornamentali e arboree “ E fin qui…bellissimo , ma poi si legge “insieme all’esecuzione ...

Suona il pifferaio di Hammelin al canto delle sirene

                                                 La mitologia greca ci ha addestrato alla diffidenza dal canto delle sirene e la concretezza asburgica ci ha spiegato cosa significa andare dietro al pifferaio che millanta di liberare la città dai ratti (portatori di mille e mille malattie, brutti, repellenti e mostruosi, per definizione). Da notare che la fiaba , resasi popolare tra il 1300  e il 1500, ha a che fare con dei bambini, che questi bambini spariscono e che non se ne sa più nulla ( forse mangiati da dei precursori dei comunisti....chissà). Il sindaco , con molta enfasi comunicativa ha annunciato un bando per finanziamenti a fondo perduto per le aziende esistenti e per coloro che vorranno aprire attività di commercio in centro storico, in via Roma , piazza Rosselli (?) e zone limitrofe. Ci resta un dubbio nel sentire ancora una volta tirare in ballo ...

Stalin e la gallina

                                                                                                      Le favole insegnano sempre qualcosa. Mi piacciono le favole. Da bimbo le divoravo ...poi ho scoperto Mark Twain e da quel momento le scrivo . Le favole ,i racconti ma anche gli  aneddoti sono sono, credo, le ultime cose innocenti che dicono una cosa e ne vogliono significare un'altra, positiva e rassicurante , anche quelle che non sono a lieto fine. Una truffa a fin di bene . Eccone una che casca a fagiuolo con quello che succede a Grosseto . "In una delle sue solite riunioni, Stalin chiese che gli venisse portata una gallina: la prese e la strinse forte con una mano mentre con l’altra iniziò a spennarla. La gallina urlava...

Il doloroso rovello del signor Rossi

Il signor Rossi , si proprio quello di Bruno Bozzetto, quello simpatico a tutti, quello col cravattino, il baffettino e il cappellino ha un tormento interiore straziante. Innanzitutto il nome. Rossi : è un ossimoro insanabile. Lui proprio Lui, rosso non ci si vede. Circondato da rosso, rossi, rossetti, persino Rossini lo inguastisce, con quel “turco in Italia “, figuriamoci, proprio in Italia doveva andare a parare sto' turco. E la squadra di Grosseto ha la casacca rossa, che a lui ci piace tanto lo sport , s'è fatto delegare allo sport per poter dare due calci al pallone in Piazza Dante, dove nessuno lo può fare, (lui può) e la casacca è rossa. Peggio mi sento quando andava di moda la vela: Luna “ rossa” era un pugno allo stomaco ad ogni strambata. Rossi , in un mondo di paradossi, somatizza. Ma proprio male male male. Gli piglia alle corde vocali. Resta senza voce, non gli riesce proprio di aprire bocca . Il fiato non esce e nonostante gli sforzi (pochi in verit...

Dal tappeto rosso allo chiffon rouge

                                                             Siamo in piena campagna elettorale, e come da copione tutti – partiti, candidati, sostenitori e comparse varie – si accalcano per urlare la propria verità più forte degli altri. I contenuti? Dettagli secondari. Oggi contano i like, i secondi in TV e la dose di drama (non dramma, drama all’inglese, che fa più figo). Altro che Roma antica, quando bastava indossare la toga candida e gironzolare per il Foro a cercare consensi. Oggi serve il pathos, la teatralità, la sparata più grossa. E qui ci sovvengono le parole di quando c'era LUI ( Oscar Wilde , mica il duce) "che se ne parli bene o male l'importante è che se ne parli" Ed eccoli, i nostri aspiranti semidei, sperticarsi a stendere tappeti rossi ovunque: nel corso, nei bar, perfino nelle aule consiliari. Quel ...

Come distrarre le menti e (far) vivere felici

                                                               È una perversione tutta millennial: appena svegli, impugnare i social assieme alla tazzina di caffè (con contorno di TG più o meno 24 in sottofondo), tanto per avere qualcosa da sbandierare al bar brandendo un cornetto.Pur concordando con Oscar Wilde che le cose piacevoli o fanno male o sono proibite, è da un pezzo che ciò che si vede e si sente — e non solo in questo piccolo brufolino del mondo dove viviamo — non è piacevole, fa male, ma soprattutto è perfettamente legale. A che riguardo? Parliamo di politica, per esempio.Sgombriamo il campo dalla posizione degli arti: destra e sinistra ormai distinguono solo da che parte si guida in Italia o in Giappone. Per il resto hanno perso qualsiasi connotazione. Tuttavia, essendo attaccate allo stesso corpo (non me ne voglia ...

OICLAC: il calcio al contrario

                                                                                                                   In Italia siamo tutti allenatori, esperti di tattica e commissari tecnici della Nazionale — anche se molti non hanno mai calciato un pallone. È una legge naturale: quando una squadra va male, la colpa è sempre dell’allenatore, e lui è il primo a essere cacciato. Ma a Grosseto, questa logica si ribalta. Qui il calcio si gioca al contrario — anzi, si chiama proprio OICLAC. Immaginiamo una giunta comunale come una squadra di calcio. C’è il patron (il sindaco), che mette la faccia e la credibilità; gli allenatori (gli assessori), ognuno con la propria “squadra” o delega; e i tifosi, cioè i cit...

Litote, alberi e analfabetismo funzionale: il caso del consiglio comunale

                                                                                                                                                                                           Durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Grosseto si è discusso un tema che, almeno in apparenza, riguardava solo la manutenzione del verde pubblico: l’abbattimento di 210 alberi classificati “pericolosi” e a rischio cedimento secondo la metodologia VTA (Visual Tree Assessment). Una decisione presentata come inevitabile, supportata d...